Nel panorama editoriale contemporaneo, dove la velocità dell’informazione spesso sacrifica la profondità della riflessione, «la Lettura» sceglie di andare controcorrente. Con l’arrivo di marzo, il supplemento culturale del Corriere della Sera inaugura il Mese della Poesia, un’iniziativa che non è soltanto una celebrazione letteraria, ma un vero e proprio manifesto politico e culturale. La testata, giunta al prestigioso traguardo dei 150 anni di storia, decide di affidare il proprio volto a un poeta, Valerio Magrelli, trasformando la prima pagina in uno spazio di pura lirica.
L’immagine scelta per la copertina del numero #744 è carica di simbolismo. Valerio Magrelli, uno dei maggiori francesisti e poeti viventi, omaggia Mallarmé descrivendo il quotidiano come una «farfalla che si disfa al vento». È un’immagine potente che descrive la fragilità e, al contempo, la bellezza della carta stampata: un oggetto effimero che, tuttavia, ha il potere di trasportare idee pesanti quanto la storia. Questo esordio poetico dà il via a un percorso che attraversa i confini geografici e temporali, portando il lettore dalle sponde degli Stati Uniti fino alle antiche corti persiane.
L’apertura internazionale è garantita dalla presenza di Arthur Sze, il primo poeta laureato statunitense di origini asiatiche. Attraverso un’intervista esclusiva e componimenti inediti, Sze ci ricorda come la poesia possa essere un ponte tra culture diverse, uno strumento di mediazione necessario in un’epoca di frammentazione. Ma lo sguardo de «la Lettura» si spinge ancora più indietro nel tempo, recuperando le radici dell’epica con il monumentale Libro dei Re di Firdusi. La riedizione integrale della traduzione di Italo Pizzi ci riconnette con l’anima profonda della Persia, dimostrando che i classici non smettono mai di dialogare con il presente.
Non manca, ovviamente, un’attenzione mirata alla produzione nazionale. Il focus si sposta sulla poesia italiana contemporanea attraverso le figure di Giovanna Sicari e Ivano Ferrari. La pubblicazione di volumi postumi per questi autori non è solo un atto di memoria, ma un invito a riscoprire voci che hanno saputo interpretare le inquietudini del nostro tempo con una sensibilità fuori dal comune. Come suggerito da Roberto Galaverni, queste opere sono oggi bussole essenziali per orientarsi nel caos della modernità.
Infine, il numero si intreccia indissolubilmente con la storia del quotidiano di via Solferino. Nel quadro delle celebrazioni per il secolo e mezzo di vita del Corriere, Lorenzo Cremonesi firma un’analisi lucida e appassionata sul ruolo degli inviati di guerra. Da Luigi Barzini a Oriana Fallaci, passando per Dino Buzzati ed Ettore Mo, il racconto dei conflitti diventa una narrazione corale che ha plasmato l’identità civile del Paese. Tra i versi di un poeta e le polveri di un fronte di guerra, «la Lettura» conferma la sua missione: offrire chiavi di lettura complesse per un mondo che non si può più spiegare con una semplice notizia.