L'EDITORIALE

Monica Guerritore: la danza, il rigore e la sfida culturale di una donna "senza scelta"

Monica Guerritore: la danza, il rigore e la sfida culturale di una donna "senza scelta"

Il palcoscenico di Ballando con le Stelle non è soltanto una pista da ballo, ma uno spazio di metamorfosi continua per un’artista dello spessore di Monica Guerr

Pubblicata 26/10/2026 alle 11:08

Il palcoscenico di Ballando con le Stelle non è soltanto una pista da ballo, ma uno spazio di metamorfosi continua per un’artista dello spessore di Monica Guerritore. Ospite di Francesca Fialdini nel salotto di Da noi… a Ruota Libera, l’attrice ha offerto una riflessione profonda che va ben oltre la semplice competizione televisiva, toccando corde che riguardano l’identità femminile, il passare del tempo e il pregiudizio nel mondo della cultura.

Guerritore ha sorpreso il pubblico accennando a un possibile colpo di scena durante le sue prossime esibizioni: l’idea di svelarsi, magari togliendo la parrucca per mostrare la propria immagine più autentica. Una scelta che non è solo estetica, ma simbolica, legata a un concetto di narrazione che mette al centro il corpo. Per l’attrice, il corpo non è mai stato un elemento statico; anche nel teatro più classico, la fisicità è strumento di espressione, canto e movimento. Tuttavia, ciò che colpisce nel suo approccio alla danza è l’umiltà intellettuale: mettersi nei panni di un’allieva significa accettare una disciplina ferrea, rinunciando a una libertà improvvisata per ritrovare la precisione del gesto. La commozione arrivata dopo il Charleston dell’ultima puntata è la prova di quanto questo percorso sia sentito e faticoso.

Il discorso si è poi spostato su un terreno più politico e sociale: la credibilità delle donne nelle posizioni di comando creativo. Guerritore, che da oltre quindici anni firma regie teatrali, ha denunciato con eleganza ma fermezza un retaggio culturale difficile da scardinare. Ancora oggi, una donna che scrive o dirige viene spesso percepita come se stesse coltivando un passatempo, un hobby dorato, piuttosto che un mestiere solido. C’è una sorta di resistenza nell’accettare che la bellezza possa convivere con l’autorevolezza intellettuale, un processo di accettazione che l’attrice definisce ancora troppo lento.

Un altro tema centrale è stato quello della visibilità delle donne mature. Contro l’idea che dopo i sessant’anni una donna debba scivolare nell’ombra, Guerritore rivendica il diritto e la necessità di continuare a raccontare queste esistenze. Ha citato l’indimenticabile Anna Magnani per spiegare la propria tempra: la forza, spesso, non è una vocazione, ma l’unica via d’uscita percorribile di fronte alle sfide della vita.

Infine, l’intervista ha concesso un momento di rara leggerezza con l’ingresso in studio del marito, Roberto Zaccaria. Il ritratto della loro quotidianità ha mostrato un lato inedito e ironico della coppia. Tra aneddoti sui balli domestici — dove la tendenza di Monica a voler guidare ha portato il marito a preferire la “ritirata” — è emerso il valore di un legame solido. Per un’artista che vive costantemente sotto i riflettori e nel fuoco della creatività, la presenza di un compagno complice rappresenta l’ancora necessaria per continuare a sfidare, con grazia e determinazione, i cliché del proprio tempo.